UN UOMO VENUTO DA LONTANO
Testo
della canzone "Un uomo venuto da
lontano", di Marrocchi-Minghi-Marrocchi, dedicata
a Giovanni Paolo II.
Il
brano č stato eseguito da Amedeo Minghi a Cracovia,
Buenos Aires, Strasburgo, Bucarest, Gerusalemme,
Madrid, Villa Madama, nel corso delle manifestazioni
promosse dal MAE nel XXV anniversario del Pontificato
di Giovanni Paolo II.
Un uomo venuto da
molto lontano,
negli occhi il ricordo dei campi di grano,
il vento di Auschwitz portava nel cuore
e intanto scriveva poesie d'amore,
amore che nasce dentro il cuore dell'uomo
per ogni altro uomo.
Un uomo venuto da
molto lontano
stringeva il dolore e un libro nella mano
qualcuno ha sparato
ed io quel giorno ho pianto,
ma tutto il mondo gli č rimasto accanto:
quel giorno il mondo ha ritrovato il cuore,
la veritą non muore.
Un uomo che parte,
vestito di bianco,
per mille paesi e non sembra mai stanco,
ma dentro i suoi occhi un dolore profondo;
vedere il cammino diverso del mondo,
la guerra e la gente che cambia il suo cuore,
la veritą che muore:
(corale) Vą, dolce
grande uomo, vą
Vą, parla della libertą.
Vą, dove guerra, fame e povertą
hanno ucciso anche
la dignitą.
Vą e ricorda a questo cuore mio
(coro) vą e ricorda
a questo cuore mio
Che Caino sono pure io
..
Dall'Est č arrivato
il primo squillo di tromba,
il mondo si ferma
c'č qualcosa che cambia,
(corale) un popolo
grida:
Noi vogliamo Dio,
la libertą č solo un dono suo:
Tu apri le braccia e
incoraggi i figli
ad essere fratelli.
(corale) Vą, dolce
grande uomo vą.
Vą, parla della libertą.
Vą, dove l'uomo ha
per sorella
solo lebbra e mosche sulle labbra.
Vą, e ricorda a questo cuore mio
(coro) vą e ricorda
a questo cuore mio
Che Caino sono pure
io